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Ortodossia
Italiana

Il
Culto delle Icone e dei Santi
Il culto delle Icone e dei Santi è molto
frequente nell’Ortodossia: si può dire che esso
sia un aspetto fondamentale della sua vita liturgica.
Dio stesso si è mostrato agli uomini in vari modi: nell’Antico Testamento:
apparve ad Abramo sotto l’aspetto di tre uomini luminosissimi come angeli; nel Nuovo Testamento,
il Padre apparve nella voce al battesimo di Gesù nel Giordano; il Figlio stesso prese forma umana e lo Spirito Santo apparve sotto forma di lingue di fuoco.
L’icona riporta al suo prototipo, al Cristo Redentore e Salvatore, ed è di aiuto al credente per raffigurarsi meglio l’invisibile e rendergli un culto visibile.
La Chiesa pertanto ammette il culto delle Icone in quanto rappresentano visibilmente l’invisibile: il Cristo, la Madre di Dio, i Santi, o scene della loro vita, che aiutano il credente a mettersi in contatto con
il sacro.
Va ricordato che la Chiesa Ortodossa prima di porre alla venerazione ed al culto una icona, la consacra ungendola anche con il santo
Myron e la lascia per 40 giorni sull’altare, affinché essa sia non solo oggetto di culto, ma anche strumento di comunicazione della grazia
divina.
 
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